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Transizione energetica: cos'è e cosa posso fare?

L’attuale modello economico è ormai divenuto insostenibile, sia per gli effetti devastanti sull’ambiente sia per la limitata disponibilità delle risorse su cui si fonda


La terminologia transizione energetica fa riferimento al passaggio dall’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili come gas, petrolio e carbone, all’uso di fonti rinnovabili (idrico, eolico, solare, biomassa, geotermica e mareomotrice) e si basa sull’adozione di tecniche di risparmio energetico e di sviluppo sostenibile.


Il rinnovamento energetico può avvenire in diversi modi, tendenzialmente l’approccio in parallelo è sempre preferibile. Il miglioramento può partire dalla sostituzione degli impianti produttivi, alla loro conversione o al loro ripotenziamento, in modo da ottenere una costruzione più efficiente e che sia di minore impatto ambientale. Si può compiere un perfezionamento dei sistemi utilizzati dai consumatori, come l'utilizzo di tecnologie a risparmio energetico. Inoltre è possibile operare un maggiore isolamento termico o elettrico per il trasporto e conservazione dell'energia.


La transizione energetica è in corso in diversi paesi, in questo momento solo gli Stati tecnologicamente avanzati o maggiormente motivati verso la conservazione dell'ambiente naturale stanno realmente facendo un percorso di riqualificazione.

Un ruolo chiave nel processo di decarbonizzazione del sistema energetico è lo stoccaggio dell’energia rinnovabile definito Energy storege, un sistema che permette di raccogliere l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili per renderla disponibile anche quando gli impianti non sono in funzione. Tale processo richiede un impegno concreto da parte di ogni nazione come sancito dall’Accordo di Parigi del 2015 dove, in questa occasione, ben 197 Paesi hanno confermato la loro volontà di intraprendere azioni rapide ed efficaci finalizzate a rallentare i cambiamenti climatici. Non si tratta però solo di una conversione, per quanto fondamentale, da fonti fossili a fonti rinnovabili, ma di una vera e propria rivoluzione nel modo di produrre, fare economia e impiego dell’energia prodotta.


Perché ne abbiamo bisogno?

L’attuale modello economico è ormai divenuto insostenibile, sia per gli effetti devastanti sull’ambiente sia per la limitata disponibilità delle risorse su cui si fonda.

Alla necessità di avviare la transizione energetica deve corrispondere la riduzione delle emissioni di CO2 legate ai consumi di energia per arginare i cambiamenti climatici, che producono effetti devastanti sull’ambiente.

Le iniziative dei singoli Stati per porre un freno a un declino che appare inarrestabile non sono più sufficienti. Gli strumenti di mercato, la tecnologia intelligente e un nuovo approccio delle politiche dei Governi possono rendere possibile la transazione energetica. Innalzamento della temperatura del Pianeta, alterazione degli equilibri degli ecosistemi, perdita di biodiversità e problematiche per la salute dell’uomo, sono solo alcune delle conseguenze legate all’attuale sistema fossile.


Come sta andando in Italia?

Purtroppo nonostante il grande impegno svolto, circa l’80% della domanda di energia è soddisfatta ancora con l’impiego di fonti non rinnovabili, ma il cambiamento inizia ad avvertirsi.

Una sollecitazione basata sulla necessità che ha condotto all’adozione di politiche e strategie che spingono verso la decarbonizzazione.

Secondo la IEA (International Energy Agency) il 90% delle emissioni a livello globale dipende dal settore energetico.


L’Italia procede ancora lentamente in questo settore rispetto ad altri Paesi in Europa e nel mondo ma la situazione è in evoluzione e le recenti normative e proposte legislative in attuazione ai principi di economia circolare e di transizione energetica favoriscono il passaggio verso le fonti rinnovabili.

Attraverso l’attuazione del decreto Milleproroghe 2020, che ha accolto la Direttiva europea 2001/2018 per dare una spinta decisiva alle rinnovabili da un lato e all’efficienza energetica dall’altro, inoltre nel 2021 è stato istituito il Ministero della Transizione Ecologica con il passaggio dal MISE all’ex Ministero dell’ambiente di competenze nel settore energia.


Entro il 2020 l’UE intende ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% e raggiungere una quota del 10% di energie rinnovabili nel settore dei trasporti.

L'obiettivo del partenariato dell'agenda urbana per l'UE sulla transizione energetica è un cambiamento strutturale a lungo termine nei sistemi energetici, ma per ipotizzare un vero percorso di transizione verso forme di energia pulita e sostenibile, è importante non solo l’aumento della quota delle rinnovabili all’interno del mix energetico, ma anche un progressivo ammodernamento delle reti elettriche.

Come ricorda l’ENEA, in ottica smart grid è necessario ammodernare le reti per renderle intelligenti e consentire di ottimizzare le risorse energetiche, la stabilità e l’affidabilità della rete, al contempo minimizzando costi e impatto ambientali.


Il cammino verso la transizione energetica si fa sempre più lungo ed impegnativo, ma la meta rimane quella di effettuarla fino in fondo e far sì che il mondo sia sempre più green e sostenibile.


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