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Novità Piano Transizione 5.0: opportunità per le aziende

I beni per essere agevolabili devono portare a una riduzione del 3 per cento dei consumi energetici dell’impianto produttivo o del 5 per cento dei consumi energetici dei processi produttivi.


L’articolo 38 del Decreto-Legge 19/2024 entrato in vigore il 2 marzo 2024 contiene la tanto attesa disciplina del Piano di Transizione 5.0 che introduce a favore delle imprese residenti un credito di imposta per investimenti da effettuarsi negli anni 2024 e 2025 e contiene rilevanti elementi di novità rispetto al precedente piano di Transizione 4.0 relativamente alle procedure per l’ottenimento del credito di imposta e la sua fruibilità.


L’elemento di assoluta novità che devono possedere i piani di innovazione 5.0 si riferisce al fatto che gli investimenti, per essere agevolabili, devono necessariamente permettere di consuntivare una riduzione di almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva nella quale sono inseriti i beni oggetto dell’investimento o di almeno il 5% dei consumi energetici dei processi produttivi interessati dall’investimento.


Transizione 5.0, gli investimenti agevolabili

Fatta questa importante premessa, con particolare riferimento agli investimenti agevolabili, il Decreto esplicitamente richiama quelli già contenuti nel piano 4.0 e cioè:

gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui all’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;

  • gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui all’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.


Il Decreto precisa però che, ai fini del piano 5.0, rientrano tra i beni di cui all’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, ove specificamente previsti dal progetto di innovazione, anche sistemi di monitoraggio dei consumi, nello specifico:

  • i software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e auto consumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding);

  • i software relativi alla gestione di impresa (come ERP) se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui al punto precedente.

Si ricorda che le fatture, i documenti di trasporto e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 38 del D.L. 2 marzo 2024, n. 19. (link Gazzetta Ufficiale)


Fotovoltaico

Nell’ambito di questi progetti di innovazione il piano di Transizione 5.0 prevede altre due linee di investimenti agevolabili e cioè per beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa.


Beni materiali strumentali all’esercizio d’impresa – fotovoltaico



La prima linea riguarda gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.

Con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati ammissibili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici di cui all’articolo 12, comma 1, lettere a), b) e c) del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181 e cioè prodotti che rispondono ai seguenti requisiti di carattere territoriale e qualitativo:

  • moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5 per cento;

  • moduli fotovoltaici con celle prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5 per cento;

  • moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’Unione Europea con un’efficienza di cella almeno pari al 24,0 per cento.



Gli investimenti in impianti che comprendano i moduli di cui alle lettere b) e c) concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari, rispettivamente, al 120 per cento e 140 per cento del loro costo. Fino a quando non sarà istituito il registro di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, sono agevolabili gli impianti con moduli fotovoltaici che, sulla base di apposita attestazione rilasciata dal produttore, rispettino i requisiti di carattere tecnico e territoriale previsti dalle lettere a), b) e c) del medesimo articolo 12.

Si precisa che per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, il costo agevolabile e quello sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni e che, per gli investimenti nei beni di cui all’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 utilizzati mediante soluzioni di cloud computing, ossia con risorse di calcolo condivise e connesse, si assume anche il costo relativo alle spese per servizi imputabili per competenza.


Gli aumenti al credito di imposta

Sono inoltre riconosciute in aumento del credito di imposta calcolato secondo i requisiti del Piano di Transizione 5.0:

  • solo per le piccole e medie imprese le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della riduzione dei consumi energetici per un importo non superiore a 10.000 euro;

  • solo per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile per un importo non superiore a 5.000 euro.

Delineata la platea di investimenti potenzialmente agevolabili occorre ricordare che i beni strumentali materiali e immateriali previsti dagli allegati A e B annessi alla legge 232/2016 per essere validamente inseriti nei progetti di innovazione del piano di transizione 5.0 devono preliminarmente e necessariamente rispettare tutti i requisiti previsti dal piano 4.0 compreso il fondamentale requisito della interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.



Denari Project Consulting, società del Nostro Gruppo, è una ESCO accreditata UNI CEI 11352 per supportare le aziende ad ottenere un miglioramento dell’efficienza energetica, rilevato attraverso la misura della riduzione dei consumi energetici rispetto a quelli iniziali.


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