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Sconto in fattura: cos’è e come funziona?

Aggiornamento: ott 4

Con questa misura l’impresa che effettua i lavori di riqualificazione si fa carico di anticipare al cliente, in una sola volta, la somma detraibile dalle imposte direttamente in fattura


Lo sconto in fattura rappresenta una valida alternativa alla detrazione fiscale. Consiste in uno sconto del 50% o 65% sul totale del preventivo, che è applicato dall’azienda fornitrice al cliente nel momento stesso dell’acquisto.

A differenza della detrazione fiscale sull’Irpef, che viene dilazionata in 10 anni, viene offerta la possibilità di recuperare direttamente la metà subito.

Per ottenere lo sconto in fattura il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario. È possibile, inoltre, fare richiesta di finanziamento.

L’impresa che effettua i lavori si fa carico di anticipare al cliente, in una sola volta, la somma detraibile dalle imposte e quella necessaria per coprire le spese dell’intervento edile programmato.


La Legge di Bilancio 2020 consente di detrarre dall’IRPEF (persone fisiche) e dall’IRES (società, imprese) una parte consistente (il 50% o il 65% a seconda dell’intervento) delle spese destinate ad aumentare l’efficienza energetica e il relativo risparmio degli edifici, applicando il rimborso in 10 o 5 anni conformemente alle diverse tipologie di bonus.

Anche per gli incapienti, cioè coloro che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o che comunque versano poche imposte IRPEF, è possibile usufruire di questo beneficio.


I lavori che possono usufruire dello sconto in fattura sono:

  • le ristrutturazioni edilizie (lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulle parti comuni degli edifici condominiali, i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari),

  • l’efficientamento energetico (lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento),

  • i lavori antisismici (sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3, in base alla loro classificazione sismica),

  • il recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna,

  • l’installazione di impianti solari fotovoltaici;

  • l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.


Per richiedere lo sconto in fattura è necessario che l’immobile sia dotato di impianto di riscaldamento e sia registrato al catasto. Può essere richiesto solo dalle persone fisiche e che siano al di fuori dell’esercizio di attività di impresa e professioni. Possono dunque fare richiesta dello sconto in fattura i proprietari e nudi proprietari; familiari conviventi; locatori o comodatari; chi ha un diritto di godimento come uso, usufrutto, abitazione o superficie.

Per potere avviare la pratica occorre semplicemente la carta d’identità, il codice fiscale e la visura catastale dell’immobile.


Altra importante soluzione per beneficiare dei recuperi economici sui propri lavori di ristrutturazione è la cessione del credito. La differenza sostanziale è che la cessione del credito va chiesta a banche, assicurazioni, fornitori o altri terzi intermediari che intervengono nella pratica anticipando la spesa per il committente o in conto dell'impresa.

Lo sconto in fattura invece viene concesso al contribuente direttamente dall'impresa ed è la ditta che si occupa dei lavori di ristrutturazione a dover accettare o meno di effettuare i lavori anticipando lei tutti i costi. L’azienda solo in seguito potrà recuperare la spesa anticipata come credito d’imposta da utilizzare in compensazione, nel corso di diversi anni.


Lo sconto in fattura può inoltre riguardare l’intero ammontare della spesa per i lavori, oppure solo parte di essi. Per chi non dispone di ingenti somme di denaro per effettuare ristrutturazioni più o meno importanti, lo sconto in fattura si presenta come la scelta più conveniente.

Il decreto Rilancio 2020, ha, di fatto, eliminato il vincolo che poneva l’ultima manovra finanziaria limitandolo ai grandi lavori in condominio. Il nuovo provvedimento estende le categorie che possono beneficiare dello sconto in fattura alle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale e, dopo l’approvazione della Camera, il provvedimento è esteso anche alle seconde case.

Il procedimento dello sconto in fattura permette a un soggetto di effettuare lavori in casa gratuitamente (o quasi) perché trasferisce alle imprese l’onere di recuperare il contributo statale riconosciuto al committente come forma di sconto fiscale.

Si potranno dunque realizzare alcuni interventi con limitati impieghi di denaro ed altri, addirittura “gratis“.



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