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Caldaie a gas vietate dal 2029?

Dall’Unione europea la volontà di limitare la dipendenza dal gas in favore di fonti di energia alternative e rinnovabili (ad esempio idrogeno, biogas, solare)



Tutti gli occhi sono puntati verso la Direttiva europea Case Green che sta per essere approvata dal Parlamento europeo. In essa è stabilito che entro il 2030 tutte le abitazioni dovranno effettuare degli interventi per migliorare le proprie prestazioni energetiche fino ad arrivare al 2050 con case ad emissioni di CO2 azzerate.

Per fare questo, ognuno degli Stati UE avrà due anni di tempo per adeguarsi alle direttive “green” verso l’efficienza energetica, formulando i propri piani nazionali per raggiungere gli obbiettivi.

Tra i vari interventi previsti dalla direttiva, alcuni riguardano le caldaie a gas. Vediamo quali.


Stop agli incentivi sulle caldaie

Mentre in Italia si può ancora usufruire di un bonus fiscale per rinnovare un vecchio impianto di riscaldamento a gas con uno più nuovo ed efficiente, di classe A, l’Unione europea già ci invita a dire addio alle caldaie, per quanto nuove ed efficienti siano!

La direttiva UE sulle Case green prevede infatti lo stop alle caldaie fissato entro il 2040, ma gli incentivi per l’acquisto di nuovi impianti a gas termineranno già nel 2025.

Il metano è più ecologico del GPL, ma comunque inquinante, sempre più costoso e non proviene da fonti rinnovabili e producibili a livello locale.


Quali sono le reali alternative?

Con le caldaie a gas vietate dal 2029, e la possibilità concreta di anticipare la manovra addirittura al 2025, ci si ritrova inevitabilmente a chiedersi come adeguare la propria casa alla direttiva UE.

Fortunatamente esistono delle concrete alternative a questi dispositivi, che già rappresentano una realtà affidabile per molte famiglie.


Vediamole nel dettaglio:


POMPE DI CALORE



Le pompe di calore sono alimentate in parte da elettricità, prelevano la temperatura di un ambiente, per esempio quello esterno e la innalzano immettendo aria calda nell’ambiente da riscaldare. Possono fungere sia da condizionatori a caldo che a freddo, climatizzando l’ambiente in base alle necessità.

Rappresentano un’alternativa sostenibile in quanto sfruttano fonti naturali esterne come l’aria, l’acqua o il suolo per produrre energia termica.

Come detto, il climatizzatore a pompa di calore può essere un modello aria-aria, con il quale l’impianto utilizza l’aria esterna per i processi di condensazione ed evaporazione del fluido refrigerante, oppure acqua-aria, in questo caso, il circuito utilizza come risorsa esterna l’acqua, oppure un modello geotermico che prevede un sistema che scalda o raffredda l’acqua di un pavimento, soffitto o parete radiante, scambiando l’energia termica con l’acqua di falda o con il terreno.

L’opzione migliore, secondo gli esperti, è quello di ricorrere al riscaldamento elettrico, utilizzando impianti come la caldaia elettrica o la pompa di calore. Questi sistemi possono essere alimentati con energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, installando, ad esempio, un impianto fotovoltaico per generare elettricità pulita e tagliare le emissioni e i costi energetici.

Inoltre gli impianti a pompa di calore possono essere utilizzati anche per la produzione di acqua calda e rappresentano il sistema capace di assicurare un rendimento elevato a fronte di un basso consumo di energia elettrica, risultando un’alternativa più ecologica ed efficiente rispetto alla caldaia a gas.


CALDAIE A IDROGENO


L’idrogeno è un elemento largamente disponibile in natura (si pensi all’acqua) che ha il pregio di poter servire per diversi scopi: può viaggiare nelle tubature, come il gas naturale, ed essere bruciato in caldaie evolute destinate al riscaldamento o ai processi industriali, oppure può alimentare veicoli e altri mezzi elettrici sotto forma di “fuel cell”, ossia le pile a combustibile nelle quali l’idrogeno genera elettricità attraverso una reazione chimica con l’ossigeno. Inoltre - e questo è il vantaggio principale - l’idrogeno può essere prodotto in modo sostenibile e la sua combustione non provoca emissioni di CO2 (e riduce molto quelle di altri gas nocivi), fatto che lo rende un’alternativa perfetta ai combustibili fossili nella lotta al climate change, oltre che un’arma preziosa per rendere l’Europa indipendente dal gas metano.


CALDAIE A BIOMASSA


Una caldaia a biomassa è un generatore di calore alimentato dalla combustione di materiali organici di origine animale o vegetale, definiti appunto biomasse. I composti provengono da coltivazioni o industrie del legno e della carta: dal pellet ai ceppi di legno, dai noccioli di pesca fino ai gusci della frutta secca.

Questo tipo di caldaia è in grado di produrre una notevole quantità di calore a costi contenuti, con un risparmio cospicuo rispetto agli impianti tradizionali nonostante il funzionamento sia pressoché identico.


Unisolar Group è già pronta nel caso in cui il vincolo entrasse in vigore.

Le linee di caldaie a condensazione ad oggi da noi proposte sono già predisposte per funzionare con la miscela ad idrogeno fino al 20%.


Per un sistema più completo e autonomo l'abbinamento di pompa di calore e fotovoltaico consente di massimizzare l'efficienza energetica, ridurre l'impatto ambientale e risparmiare sui costi energetici a lungo termine.


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