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Ristrutturazioni casa, gli incentivi 2020 tra conferme e novità

Una guida in sei punti sulle principali misure previste dalla Legge di Bilancio (160/2019) per riqualificare le abitazioni. Da quest’anno anche il bonus per abbellire le facciate: si potrà detrarre fino al 90% delle spese documentate


Fonte: QDS.it

ROMA – Anche per il 2020 sono confermati numerosi incentivi per chi interviene per sistemare le proprie abitazioni, tra lavori di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico.

Non solo conferme di misure apportate dai precedenti governi (bonus verde, ecobonus, arredi e sisma bonus), ma anche novità interessanti introdotte alla Legge di Bilancio 2020 (la 160/2019 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.304 del 30 dicembre 2019).

Tra le nuove agevolazioni, al fine di migliorare il volto delle nostre città, spesso caratterizzate da palazzi sporchi e decrepiti, è stato introdotto un contributo per abbellire le facciate: sarà pari al 90% con nessun tetto di spesa. Bonus che sta già destando l’interesse di quanti hanno intenzione di recuperare gli esterni delle proprie abitazioni.

Come detto, invece, restano confermate diverse misure già in campo da diversi anni, come il sismabonus: un incentivo che si spera nel 2020 possa trovare larga applicazione in Sicilia, dove il 90% dei comuni si trova in zone ad alto rischio di terremoto.


Ristrutturazioni, lo Stato rimborsa metà delle spese

Tra i bonus che hanno riscosso più successo troviamo quello legato alle ristrutturazioni edilizie. L’agevolazione è del 50% su una spesa massima di 96 mila per unità immobiliare (o per condominio, se l’intervento è sulle parti comuni), il bonus è dato sotto forma di detrazione Irpef da spalmare in dieci anni. In molti speravano che la cifra avesse avuto un aumento, poiché si tratta di un importo che non sempre risulta adeguato per questo genere di lavori, ma tale tetto è stato confermato anche per il 2020. Sono agevolate le spese finalizzate alla sicurezza, al cablaggio dell’immobile, all’abbattimento delle barriere architettoniche, e le spese per il risparmio energetico che non rientrano nell’ecobonus. In questa misura sono presenti anche l’installazione delle tende da sole e la sostituzione degli infissi.

La novità introdotta dalla legge di Bilancio prevede la possibilità di detrarre fino al 90% delle spese documentate “relative agli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A (centri storici) o B (edificata in tutto o in parte) ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444”. I lavori che rientrano nel bonus facciate sono quelli che fanno parte della manutenzione ordinaria, come: interventi sulle strutture opache della facciata, lavori su balconi, ornamenti, marmi e fregi, pulitura e tinteggiatura esterna. La detrazione va suddivisa in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento della spesa e in quelli successivi.


Energia, un altro anno per tagliare i consumi

Il bonus legato all’efficientamento energetico è stato confermato. Stesse regole anche per il 2020: si tratta della detrazione Irpef o Ires riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori per il risparmio energetico su edifici esistenti. Uno sconto del 65% da ripartire in dieci quote annuali di pari importo per chi spende fino a 100.000 per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. La classe B non dà diritto ad alcun bonus. Alcuni interventi restano declassati al 50% (nuovi serramenti e infissi, schermature solari, caldaie a biomassa e a condensazione in classe A non evolute).


Sismabonus, maxi sconto Irpef riducendo il rischio

Il sismabonus è previsto per quegli interventi antisismici che vengono realizzati sugli immobili di tipo abitativo e utilizzati per lo svolgimento di attività produttive, siti nelle zone ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e in quelle a minor rischio (zona sismica 3). L’agevolazione si applica alle spese sostenute dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 € per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. Cifra che può salire a 136 mila € se i lavori in condominio portano anche a un miglioramento dell’efficienza energetica. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%). Opportunità anche per l’acquisto di una casa: chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a ‘rischio 1’, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro)”.


Elettrodomestici, bonus su spese fino a 10 mila €

Altra proroga della legge di Bilancio 2020, collegato al bonus ristrutturazioni, è quello su mobili e ristrutturazioni. I contribuenti che approfittano del bonus mobili possono detrarre il 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 10.000 euro se effettuano lavori di ristrutturazione e comprano mobili nuovi o elettrodomestici di classe elettronica A+ e A per arredare l’immobile ristrutturato. La misura è concessa per ogni unità abitativa per cui se lo stesso contribuente ristruttura e arreda più unità immobiliari ha diritto a più bonus. Nel 2020 verrà spostata la soglia delle opere per cui è valido il bonus: l’agevolazione per gli acquisti sarà possibile a condizione che i lavori edilizi dell’immobile siano stati avviati non prima del 2019. Per ottenere la detrazione bisogna documentare le spese relative all’acquisto: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.


Anche terrazzi e giardini rientrano nelle detrazioni

La scelta era quella di non prorogare questo bonus che avrebbe avuto vita breve. Alla fine si è deciso di estenderlo ancora per un altro anno con l’inserimento nel Dl Milleproroghe. Una misura che permette ai cittadini di sistemare il proprio giardino o terrazzo, soprattutto nei condomìni ma anche nelle ville private, tramite la realizzazione di pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili. Dunque, anche per il 2020 si potrà ottenere la detrazione Irpef del 36% delle spese documentate, comprese quelle di progettazione e manutenzione, l’acquisto di piante e arbusti e il compenso per chi esegue la potatura, è riconosciuta fino all’importo complessivo massimo non superiore a 5.000 euro per ogni unità immobiliare a uso abitativo, da suddividere in dieci quote annuali dello stesso importo.

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