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Guerra ed energia: quanto dipendiamo dalla Russia? Come possiamo metterci al riparo?

La Russia ha le più grandi riserve mondiali di gas naturale e fornisce l‘Europa occidentale e il nostro Paese da oltre 50 anni. Mai come in questo periodo è più conveniente produrre la propria elettricità in casa o in azienda tramite un impianto fotovoltaico


La guerra tra Russia e Ucraina è lontana migliaia di chilometri dall'Italia, ma gli effetti che questa può avere sul nostro paese e sulla sua economia sono invece molto vicini. A poche ore dall'avvio del conflitto, l'Italia comincia a fare i conti con quelle che potrebbero essere presto le conseguenze di questo conflitto.

Una conseguenza economica di rilievo saranno gli aumenti dei prezzi del cibo e, soprattutto, delle bollette.

Il prezzo del gas naturale in Europa si è impennato del 30,5% in poche ore dall’attacco russo su Kiev e le altre città ucraine e sono saliti di molto i prezzi di tutte le materie prime e del petrolio.

La Russia ha le più grandi riserve mondiali di gas naturale e fornisce l‘Europa occidentale e il nostro Paese da oltre 50 anni. Il pericolo che, in caso di conflitto, l’Europa debba rinunciare a oltre il 30% di metano che arriva dalla Russia attraverso l’Ucraina è assolutamente reale.

Inoltre secondo gli analisti, almeno nel breve-medio periodo, la dipendenza europea dalle forniture russe è destinata ad aumentare, perché’ la transizione ecologica messa appunto da Ursula Von der Leyen per il Vecchio Continente, attraverso il green deal, è ambiziosa e lontana. L’obiettivo è trasformare il volto del vecchio continente attraverso politiche volte a contrastare il riscaldamento globale, facendo dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

La neo-presidente della Commissione europea vuole che l’Europa raggiunga la neutralità ambientale (ovvero non produca più gas effetto serra di quelli ritenuti assorbibili) entro il 2050, e che riduca le emissioni di gas serra di almeno il 50% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.

Una rivoluzione green che prevede una profonda trasformazione industriale, ambientale ed economica del vecchio continente e i cui costi si aggirano, secondo Bruxelles, intorno ai 260 miliardi di euro l’anno.

Per portare a termine il Green Deal europeo bisognerà attuare diverse strategie. Incrementare l’utilizzo di energie rinnovabili e di carburanti alternativi, favorendo la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica, favorire un’economia circolare dalla produzione al consumo di beni alimentari riducendo la dipendenza da pesticidi chimici, concimi e antibiotici e proteggere la biodiversità rendendo più verdi le città europee, piantando nuovi alberi e ripristinando le foreste danneggiate o depauperate, sono progetti che aiuterà il Continente europeo in questa transizione.


Se la Russia decidesse di interrompere del tutto le forniture di gas, l'Italia perderebbe quasi la metà delle sue importazioni. E poiché la produzione interna corrisponde a meno del 10% del totale sarebbe un problema gigantesco.

Una delle soluzioni più logiche e immediate per Roma potrebbe essere quella di aumentare la quota delle forniture di gas extra russo, guardando soprattutto ad Algeria e Qatar. "L'obiettivo in generale è di ridurre la forte dipendenza dalla Russia", ha affermato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani riferendo in Parlamento per un'informativa urgente sull'incremento dei costi dell'energia.


Mai come in questo periodo, dunque, è più conveniente produrre la propria elettricità in casa o in azienda tramite un impianto fotovoltaico. Così facendo si abbattono in concreto le spese energetiche, minimizzando l’incidenza degli aumenti del costo della materia prima.

Grazie agli incentivi statali, oggi il fotovoltaico è diventato una soluzione energetica più accessibile.

Anche per il 2022 è stato confermato l’Ecobonus al 50% applicato alla spesa per l’acquisto di un impianto, da portare in detrazione in 10 rate annuali di pari importo oppure scontandolo direttamente in fattura in fase di contratto.

Affiancare all’impianto fotovoltaico un sistema di batterie di accumulo accresce l'indipendenza energetica. La quota di energia non immediatamente utilizzata viene immagazzinata per poi essere sfruttata nelle ore di attività serali o notturne, senza sprechi. L’energia in eccesso viene invece restituita alla rete per essere rivenduta al GSE. Nell'impianto fotovoltaico con accumulo, le batterie, una volta raggiunta la loro massima carica, reimmettono l'energia in eccesso in rete. Il sistema è progettato su misura in base alle specifiche esigenze di consumo, alle caratteristiche dell’abitazione e della zona di riferimento.

Il rendimento dei pannelli solari è garantito oltre 25 anni e dopo viene ancora assicurata una produzione di energia elettrica superiore all’80%. Pannelli e componenti sono in grado di massimizzare il rendimento con qualsiasi esposizione e inclinazione del tetto.


Scegliere l’autoproduzione di energia elettrica, oggi non è più solo una scelta etica, ma una necessità per privati e aziende che desiderano liberarsi dalla schiavitù dei gas naturali e che non vogliono pagare bollette sempre soggette a continui rincari. Passare all’indipendenza elettrica oggi è fondamentale.


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